Lirio Abbate è un giornalista investigativo e scrittore italiano, conosciuto soprattutto per le sue inchieste sulla mafia, sulla criminalità organizzata e sui rapporti tra potere criminale, economia e istituzioni. Nato a Castelbuono, in provincia di Palermo, il 26 febbraio 1971, ha costruito gran parte della sua carriera seguendo vicende giudiziarie e criminali di primo piano.
Nel corso degli anni ha lavorato per ANSA, La Stampa, L’Espresso e la Repubblica. Dopo aver lasciato quest’ultima testata nell’estate del 2026, è entrato nella direzione de il Giornale, dove nell’autunno 2026 risulta vicedirettore e continua a firmare inchieste e commenti.
Profilo essenziale di Lirio Abbate
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Nome | Lirio Abbate |
| Data di nascita | 26 febbraio 1971 |
| Luogo di nascita | Castelbuono, Palermo |
| Professione | Giornalista investigativo, autore |
| Principali temi | Mafia, criminalità organizzata, corruzione, cronaca giudiziaria |
| Ex direttore | L’Espresso |
| Ruolo nel 2026 | Vicedirettore de il Giornale |
| Precedente incarico | Caporedattore a la Repubblica |
| Protezione | Sotto scorta per le minacce ricevute |
| Attività editoriale | Autore di numerosi libri d’inchiesta |
La sua scheda presso l’Ordine dei Giornalisti della Sicilia riporta la data di nascita del 26 febbraio 1971 e l’iscrizione tra i professionisti dal 1998.
Lirio Abbate e gli inizi nel giornalismo
Abbate comincia a lavorare nel giornalismo nel 1990, collaborando con il Giornale di Sicilia. Nel 1997 entra nella redazione palermitana dell’ANSA, dove si concentra in particolare sulla cronaca giudiziaria e sulle attività di Cosa nostra. Dal 1998 lavora inoltre come corrispondente dalla Sicilia per La Stampa.
Uno dei momenti più significativi della sua attività sul campo arriva l’11 aprile 2006, durante la cattura di Bernardo Provenzano. Abbate è presente sul posto quando il boss viene arrestato dopo una latitanza durata decenni. Quell’esperienza diventa parte di un percorso professionale sempre più legato allo studio delle strutture mafiose e dei loro collegamenti esterni.
Negli anni successivi si trasferisce professionalmente a Roma e amplia l’attenzione anche alla criminalità della Capitale, alle reti economiche e ai rapporti tra affari, politica e ambienti criminali.
Le minacce e la vita sotto scorta
Il lavoro sulle organizzazioni mafiose ha avuto conseguenze concrete sulla sua vita. Abbate vive sotto protezione dopo le intimidazioni ricevute durante la sua attività giornalistica. Nel 2007 venne anche scoperto un tentativo di attentato nei pressi della sua abitazione.
La sua condizione non appartiene soltanto al passato. Nel febbraio 2025, durante un incontro sulla libertà d’informazione organizzato a Palermo, l’ANSA indicava Abbate tra i giornalisti che continuavano a vivere sotto scorta.
Il suo nome è stato inoltre inserito da Reporters sans frontières tra i “100 eroi dell’informazione”, riconoscimento ricordato anche nella biografia pubblicata da .
Da L’Espresso a la Repubblica e il nuovo ruolo nel 2026
Un’altra parte importante della carriera di Lirio Abbate è legata a L’Espresso. Per il settimanale ha realizzato numerose inchieste dedicate alla corruzione e alla criminalità organizzata, diventandone successivamente direttore. In seguito è passato a la Repubblica, dove ha ricoperto il ruolo di caporedattore.
Nel luglio 2026 è emersa la notizia della sua uscita da Repubblica. Da settembre è iniziata una nuova esperienza professionale a il Giornale. Nell’ottobre 2026 la testata lo presenta nei propri contenuti come vicedirettore Lirio Abbate, mentre la sua pagina autore raccoglie inchieste pubblicate nelle settimane precedenti.
Il passaggio rappresenta una nuova fase della sua carriera, ma non modifica il nucleo principale del suo lavoro: il giornalismo investigativo e l’analisi di vicende giudiziarie, criminali e istituzionali.
I libri di Lirio Abbate
Parallelamente al lavoro nelle redazioni, Abbate ha pubblicato numerosi libri. Con Peter Gomez ha scritto I complici nel 2007, dedicato agli uomini legati a Bernardo Provenzano. Con Marco Lillo ha realizzato I re di Roma, mentre con Marco Tullio Giordana ha firmato Il rosso & il nero.
Tra le sue opere più note figurano anche Fimmine ribelli, La lista, U Siccu. Matteo Messina Denaro: l’ultimo capo dei capi, Faccia da mostro, Stragisti e Demoni. Nel 2025 ha pubblicato I diari del boss, dedicato agli scritti privati lasciati da Matteo Messina Denaro.
Fimmine ribelli, dedicato alle donne che hanno sfidato ambienti e famiglie legati alla criminalità organizzata, ha inoltre fornito materiale alla base del film Una femmina, presentato al Festival di Berlino nel 2022.
Giornalismo, televisione e racconto delle mafie
L’attività di Lirio Abbate non è limitata alla carta stampata. La sua biografia editoriale segnala anche lavori per il cinema e la televisione. In passato ha collaborato con Peter Gomez al programma Impronte di mafia, dedicato alla criminalità organizzata.
Nel 2025 è stato inoltre ospite del programma Rai La Confessione, dove ha affrontato con Peter Gomez il tema delle stragi mafiose e delle questioni ancora aperte attorno alle stagioni di Capaci e via D’Amelio.
Il filo conduttore resta quindi quello che caratterizza la sua produzione giornalistica e libraria: ricostruire strutture, personaggi e relazioni della criminalità attraverso documenti, testimonianze e atti giudiziari.
Per saperne di più: Emilio Isgrò: biografia, opere e arte della cancellatura
In breve
Lirio Abbate è uno dei giornalisti italiani maggiormente associati al racconto investigativo delle mafie e della criminalità organizzata. Dalla Sicilia delle inchieste su Cosa nostra alle vicende criminali di Roma, il suo percorso comprende più di trent’anni di cronaca, libri e approfondimenti.
Dopo le esperienze all’ANSA, a La Stampa, L’Espresso e la Repubblica, nel 2026 ha iniziato una nuova fase come vicedirettore de il Giornale. Le minacce ricevute e la protezione che lo accompagna da anni mostrano anche quanto il suo lavoro d’inchiesta abbia avuto conseguenze che vanno ben oltre la normale attività di redazione.