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Emanuele Severino, una carriera tra filosofia, università e Corriere della Sera

Ezio Baraldi
Last updated: October 26, 2026 10:05 am
Ezio Baraldi
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In breve

  • Emanuele Severino è nato a Brescia il 26 febbraio 1929 ed è morto nella stessa città il 17 gennaio 2020.
  • È stato uno dei filosofi italiani più discussi e influenti del Novecento, noto per il cosiddetto neoparmenidismo.
  • Ha insegnato all’Università Cattolica di Milano e all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
  • La sua opera più celebre, La struttura originaria, risale al 1958; Essenza del nichilismo è del 1972.
  • Per anni ha scritto sul Corriere della Sera, portando la filosofia nel dibattito pubblico.

Emanuele Severino è stato un filosofo italiano la cui opera ha attraversato più di sessant’anni di storia del pensiero. Nato a Brescia nel 1929, si è laureato all’Università di Pavia con una tesi su Martin Heidegger, la prima in Italia dedicata al filosofo tedesco, sotto la guida di Gustavo Bontadini. Da quel punto di partenza apparentemente accademico è nato uno dei percorsi intellettuali più originali e più controversi del Novecento italiano.

Contents
In breveGli studi e la rottura con BontadiniIl neoparmenidismo spiegato in parole sempliciLe opere e i riconoscimentiVita privata: ciò che è stato confermatoPerché Severino conta ancora oggiDomande frequentiChi era Emanuele Severino?Perché Severino si scontrò con il Vaticano?Qual è il libro più famoso di Severino?Severino era l’insegnante di Angelo Scola?

Gli studi e la rottura con Bontadini

L’interesse di Severino per la filosofia nacque anche da una vicenda familiare dolorosa: il fratello, studente alla Scuola Normale di Pisa, era morto durante la guerra nel Corpo degli Alpini. Dopo la laurea a Pavia, Severino approdò all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegnò accanto al suo maestro Bontadini. Nel 1970, però, la rottura divenne pubblica: i due si divisero sul piano filosofico proprio mentre condividevano la stessa cattedra milanese. Tra gli studenti di Severino alla Cattolica ci fu, in quegli anni, un giovane Angelo Scola, destinato a diventare cardinale e arcivescovo di Milano.

Nel 1970 arrivò anche la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede, che giudicò le idee di Severino non compatibili con la dottrina cristiana. Al centro del contrasto c’era la sua tesi sull’eternità di ogni ente, ritenuta inconciliabile con l’idea di un Dio creatore. Severino lasciò così la Cattolica e proseguì la sua carriera all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove insegnò per molti anni.

Il neoparmenidismo spiegato in parole semplici

Che cosa significa, in concreto, il pensiero di Severino? Il punto di partenza è Parmenide, il filosofo greco che negava il divenire: per Parmenide l’essere è, e non può non essere. Severino riprende questa intuizione e la porta alle estreme conseguenze: se qualcosa esiste, non può diventare nulla. Quello che chiamiamo “nascere” e “morire”, “apparire” e “scomparire”, sarebbe soltanto l’entrare e l’uscire delle cose dal nostro orizzonte visivo, non la loro creazione o distruzione. È questa la tesi dell’eternità degli enti, sviluppata in opere come Destino della necessità (1980).

Da qui deriva anche la sua lettura del nichilismo: la civiltà occidentale, secondo Severino, avrebbe interpretato il divenire come un vero passare dal nulla all’essere e viceversa, e su questa interpretazione avrebbe costruito la tecnica moderna, intesa come volontà di dominare e trasformare il mondo. È il tema di Essenza del nichilismo e, in chiave più divulgativa, dei suoi interventi sul Corriere della Sera, dove per anni ha discusso di tecnica, scienza e futuro dell’Occidente. Il filosofo Massimo Cacciari lo ha definito “un gigante” e “l’unico filosofo che nel Novecento possa essere paragonato a Heidegger”.

Le opere e i riconoscimenti

La bibliografia di Severino è vastissima: da La struttura originaria (1958) a Testimoniando il destino (2019), passando per Legge e caso, Il destino della tecnica e le lezioni milanesi sul nichilismo. Nel 2019 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo intervistò definendolo un punto di riferimento della filosofia teoretica a livello internazionale. Tra i riconoscimenti ricevuti c’è la medaglia d’oro della Repubblica per i benemeriti della cultura, conferita dal Presidente della Repubblica, e l’appartenenza all’Accademia dei Lincei. La sua voce è rimasta presente nel dibattito pubblico fino agli ultimi anni di vita, anche attraverso libri e interviste dedicate al rapporto tra tecnica, intelligenza artificiale e destino dell’uomo.

Vita privata: ciò che è stato confermato

Della vita privata di Severino si sa poco, ed è giusto che resti così: le fonti pubbliche documentano il suo percorso di studioso, non la sua sfera familiare. È noto il legame con il fratello scomparso in guerra, che orientò la sua scelta filosofica, e il suo radicamento a Brescia, la città dove nacque e dove morì, il 17 gennaio 2020, all’età di 90 anni. Non esistono informazioni pubbliche verificabili su moglie o figli, e questo articolo non ne aggiunge di inventate.

Perché Severino conta ancora oggi

Il pensiero di Severino è difficile, ma la domanda che pone è semplice e attualissima: se tutto ciò che esiste non può davvero scomparire, che cosa stiamo facendo quando trattiamo il mondo come materiale da usare e gettare? È la domanda che collega la sua metafisica al dibattito sulla tecnica e sull’intelligenza artificiale, e che spiega perché, a anni dalla morte, i suoi libri continuino a essere tradotti e discussi. Per approfondire, la voce a lui dedicata su Wikipedia ripercorre biografia e opere, mentre l’ICI di Berlino lo presenta come il volto più metafisico del pensiero italiano contemporaneo.

Domande frequenti

Chi era Emanuele Severino?

Un filosofo italiano (1929-2020), tra i più importanti del Novecento, noto per la teoria dell’eternità degli enti e per il neoparmenidismo.

Perché Severino si scontrò con il Vaticano?

Nel 1970 la Congregazione per la Dottrina della Fede giudicò la sua idea dell’eternità di ogni ente incompatibile con la dottrina cristiana, perché sembrava escludere un Dio creatore.

Qual è il libro più famoso di Severino?

La struttura originaria (1958) è l’opera fondativa, mentre Essenza del nichilismo (1972) è il testo che lo rese celebre anche fuori dall’accademia.

Severino era l’insegnante di Angelo Scola?

Sì: Scola fu suo studente all’Università Cattolica di Milano, prima di diventare sacerdote, vescovo e poi cardinale.

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