In breve
- Angelo Scola è nato a Malgrate, in provincia di Lecco, il 7 novembre 1941.
- È stato ordinato sacerdote il 18 luglio 1970 e vescovo nel 1991.
- È stato Patriarca di Venezia dal 2002 al 2011 e Arcivescovo di Milano dal 2011 al 2017.
- È stato creato cardinale da Giovanni Paolo II il 21 ottobre 2003.
- È uno dei teologi cattolici più noti del nostro tempo, legato al movimento di Comunione e Liberazione e alla rivista Communio.
Angelo Scola è una delle figure più influenti della Chiesa cattolica italiana degli ultimi decenni: filosofo e teologo prima ancora che pastore, ha unito per tutta la vita studio e governo, università e diocesi. La sua carriera lo ha portato da un piccolo paese sul lago di Lecco alle due sedi più prestigiose del Nord Italia, Venezia e Milano, e due volte, nel 2005 e nel 2013, il suo nome è circolato tra i papabili.
Gli studi e il giovane Scola, allievo di Severino
Scola nasce a Malgrate nel 1941, secondogenito di Carlo, camionista, e Regina Colombo. Dopo il liceo Manzoni di Lecco, dove partecipa al movimento di Gioventù Studentesca, studia filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano tra il 1964 e il 1967. È lì che incontra due figure decisive: Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, e il filosofo Emanuele Severino, di cui è allievo. Un legame intellettuale curioso, se si pensa che Severino, di lì a poco, si sarebbe scontrato con la Congregazione per la Dottrina della Fede: maestro e allievo avrebbero preso strade molto diverse, restando entrambi centrali nella cultura italiana.
Dopo la laurea, Scola decide di diventare sacerdote: entra nel seminario di Milano, trascorre un anno a Saronno e gli altri a Venegono, poi, su consiglio di Giussani, si trasferisce per un anno nel seminario di Teramo-Atri. Il 18 luglio 1970 viene ordinato sacerdote a Teramo dal vescovo Abele Conigli. Negli anni successivi completa gli studi in teologia, con dottorati in filosofia e teologia, e inizia la carriera accademica.
Da Grosseto al rettorato della Lateranense
Nel 1991 Scola viene nominato vescovo di Grosseto, in Toscana, dove resta fino al 1995. È un passaggio breve ma significativo: nel 1995 lascia la diocesi perché viene chiamato a Roma come rettore della Pontificia Università Lateranense e presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia. In quegli anni il suo lavoro si concentra sui temi che diventeranno la cifra della sua teologia: l’antropologia, il matrimonio, la famiglia e il cosiddetto “mistero nuziale”, cioè l’idea che l’amore tra uomo e donna riveli qualcosa di essenziale del rapporto tra Dio e l’uomo. Il suo libro Il mistero nuziale resta il testo più citato della sua produzione teologica.
Accanto all’insegnamento, Scola è tra i fondatori dell’edizione italiana di Communio, la rivista teologica internazionale, e nel 2004 fonda Oasis, una rivista dedicata al dialogo tra mondo cristiano e mondo islamico: un segnale della sua attenzione costante al confronto tra culture e religioni.
Patriarca di Venezia, cardinale, Arcivescovo di Milano
Il 5 gennaio 2002 Giovanni Paolo II lo nomina Patriarca di Venezia, succedendo al cardinale Marco Cé. Il 21 ottobre 2003 lo crea cardinale, con il titolo di cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli. A Venezia Scola guida una delle diocesi più antiche e simboliche d’Italia, e il suo nome comincia a circolare tra i possibili successori di Giovanni Paolo II: nel conclave del 2005, che eleggerà Benedetto XVI, e poi in quello del 2013, che eleggerà Francesco, viene indicato tra i papabili.
Il 28 giugno 2011 Benedetto XVI lo nomina Arcivescovo di Milano, la diocesi più grande d’Europa, dove fa il suo ingresso il 25 settembre 2011. A Milano Scola guida la Chiesa ambrosiana fino al 7 luglio 2017, quando gli succede Mario Enrico Delpini. Negli anni milanesi continua a scrivere e a intervenire nel dibattito pubblico, con particolare attenzione alla famiglia, all’educazione e al dialogo con la cultura contemporanea. Il suo profilo biografico è ricostruito in dettaglio da Who2 e dalla Encyclopedia.com.
Vita privata: ciò che è stato confermato
Essendo un sacerdote celibe, Scola non ha moglie né figli: la sua “famiglia” pubblica è la Chiesa, e la sua vita è documentata attraverso incarichi, scritti e interventi. Sono noti i nomi dei genitori, Carlo e Regina, e del fratello maggiore Pietro, morto nel 1983. Null’altro della sua sfera privata è di dominio pubblico, né è necessario aggiungervi altro.
Perché Angelo Scola conta ancora oggi
Scola rappresenta un tipo particolare di pastore-intellettuale: un vescovo che ha continuato a scrivere teologia mentre governava diocesi, e che ha fatto del dialogo — con la cultura, con le altre religioni, con la modernità — il centro del suo ministero. Il suo percorso, da allievo di Severino a cardinale di Milano, racconta anche un pezzo di storia italiana: quella di una Chiesa che, tra Concilio e nuovo millennio, ha cercato di parlare al mondo senza rinunciare alla propria identità. Da arcivescovo emerito, continua a pubblicare riflessioni su vecchiaia, morte e speranza cristiana.
Domande frequenti
Chi è Angelo Scola?
Un cardinale italiano nato nel 1941, teologo e filosofo, Patriarca di Venezia dal 2002 al 2011 e Arcivescovo di Milano dal 2011 al 2017.
Angelo Scola è stato papabile?
Sì: il suo nome è stato indicato tra i possibili successori di Giovanni Paolo II nel 2005 e di Benedetto XVI nel 2013, senza essere eletto in nessuna delle due occasioni.
Che cosa significa “mistero nuziale”?
È il cuore della teologia di Scola: l’idea che l’amore sponsale tra uomo e donna sia un’immagine del rapporto tra Cristo e la Chiesa, e quindi una chiave per comprendere la fede.
Angelo Scola era allievo di Emanuele Severino?
Sì: Scola studiò filosofia all’Università Cattolica di Milano quando Severino vi insegnava, prima di entrare in seminario.